The Aris Christofellis Voice Page - Texts of arias from Gluck's La clemenza di Tito.

Aria texts for Gluck: La clemenza di Tito

Gluck: La clemenza di Tito Librettist: Pietro Metastasio PERSONAGGI
Tito Vespasiano, imperatore (T);
Vitellia, figlia del deposto imperatore Vitellio (S);
Servilia, sorella di Sesto e amante di Annio (S);
Sesto, amico di Tito e innamorato di Vitellia (S);
Annio, amico di Sesto, amante di Servilia (A);
Publio, prefetto del pretorio (B);

senatori, patrizi, legati, pretoriani, littori, popolo

Aria texts ____________________________________________________ ACT I
VITELLIA

Deh se piacer mi vuoi
lascia i sospetti tuoi;
non mi stancar con questo
molesto dubitar.

Chi ciecamente crede
impegna a serbar fede;
chi sempre inganni aspetta
alletta ad ingannar. ____________________________________________________

SESTO

Opprimete i contumaci,
son gli sdegni allor permessi;
ma infierir contro gli oppressi!
Quest'è un barbaro piacer.

Non v'è trace in mezzo a' Traci
sì crudel che non risparmi
quel meschin che getta l'armi,
che si rende prigionier. ____________________________________________________

TITO

Del più sublime soglio
l'unico frutto è questo;
tutto è tormento il resto
e tutto è servitù.

Che avrei, se ancor perdessi
le sole ore felici
che ho nel giovar gli oppressi,
nel sollevar gli amici,
nel dispensar tesori
al merto e alla virtù? ____________________________________________________

ANNIO

Ah perdona al primo affetto
quest'accento sconsigliato;
colpa fu del labbro usato
a chiamarti ognor così.

Mi fidai del mio rispetto
che vegliava in guardia al core;
ma il rispetto dall'amore
fu sedotto e mi tradì. ____________________________________________________

SERVILIA

Amo te solo,
te solo amai,
tu fosti il primo,
tu pur sarai
l'ultimo oggetto
che adoreró.

Quando è innocente
divien sì forte
che con noi vive
fino alla morte
quel primo affetto
che si provó. ____________________________________________________

TITO

Ah se fosse intorno al trono
ogni cor così sincero,
non tormento un vasto impero
ma saria felicità.

Non dovrebbero i regnanti
tollerar sì grave affanno
per distinguer dall'inganno
l'insidiata verità. ____________________________________________________

SESTO

Parto ma tu ben mio
meco ritorna in pace;
saró qual piú ti piace,
quel che vorrai faró.

Guardami e tutto obblio
e a vendicarti io volo;
di quello sguardo solo
io mi ricorderó. ____________________________________________________

VITELLIA

Quando sarà quel dì
ch'io non ti senta in sen
sempre tremar così
povero core.

Stelle che crudeltà!
Un sol piacer non v'è
che quando mio si fa
non sia dolore. ____________________________________________________ ACT II
SERVILIA

Almen, se non poss'io
seguir l'amato bene,
affetti del cor mio
seguitelo per me.

Già sempre a lui vicino
raccolti amor vi tiene;
e insolito cammino
questo per voi non è. ____________________________________________________

VITELLIA

Come potesti oh dio,
perfido traditor...
Ah che la rea son io;
sento gelarmi il cor,
mancar mi sento.

Pria di tradir la fé
perché crudel perché...
Ah che del fallo mio
tardi mi pento. ____________________________________________________

SESTO

Fra stupido e pensoso
dubbio così s'aggira
da un torbido riposo
chi si destó talor.

Che desto ancor delira
fra le sognate forme,
che non sa ben se dorme,
non sa se veglia ancor. ____________________________________________________

TITO

Tu infedel non hai difese,
è palese il tradimento;
io pavento d'oltraggiarti
nel chiamarti traditor.

Tu crudel tradir mi vuoi
d'amistà col finto velo;
io mi celo agli occhi tuoi
per pietà del tuo rossor. ____________________________________________________

ANNIO

Ch'io parto reo lo vedi;
ch'io son fedel lo sai;
di te non mi scordai,
non ti scordar di me.

Soffro le mie catene;
ma questa macchia in fronte,
ma l'odio del mio bene
soffribile non è.
____________________________________________________

SESTO

Se mai senti spirarti sul volto
lieve fiato che lento s'aggiri,
di': " Son questi gli estremi sospiri
del mio fido che more per me ".

Al mio spirto dal seno disciolto
la memoria di tanti martiri
sarà dolce con questa mercé. ____________________________________________________

VITELLIA

Tremo fra'dubbi miei;
pavento i rai del giorno;
l'aure che ascolto intorno
mi fanno palpitar.

Nascondermi vorrei;
vorrei scoprir l'errore;
né di celarmi ho core
né core ho di parlar. ____________________________________________________ ACT III
PUBLIO

Tardi s'avvede
d'un tradimento
chi mai di fede
mancar non sa.

Un cor verace,
pieno d'onore
non è portento
se ogn'altro core
crede incapace
d'infedeltà.
____________________________________________________

ANNIO

Pietà signor di lui.
So che il rigore è giusto;
ma norma i falli altrui
non son del tuo rigor.

Se a' prieghi miei non vuoi,
se all'error suo non puoi,
donalo al cor d'Augusto,
donalo a te signor. ____________________________________________________

SESTO

Vo disperato a morte;
né perdo già costanza
a vista del morir.

Funesta la mia sorte
la sola rimembranza
ch'io ti potei tradir. ____________________________________________________

TITO

Se all'impero, amici dei,
necessario è un cor severo,
o togliete a me l'impero
o a me date un altro cor.

Se la fé de'regni miei
con l'amor non assicuro,
d'una fede io non mi curo
che sia frutto del timor. ____________________________________________________

SERVILIA

S'altro che lagrime
per lui non tenti,
tutto il tuo piangere
non gioverà.

A questa inutile
pietà che senti
oh quanto è simile ____________________________________________________

VITELLIA

Getta il nocchier talora
pur que'tesori all'onde
che da rimote sponde
per tanto mar portò.

E giunto al lido amico
gli dei ringrazia ancora
che ritornó mendico
ma salvo ritornò. ____________________________________________________

TUTTI

Che del ciel, che degli dei
tu il pensier, l'amor tu sei,
grand'eroe, nel giro angusto
si mostró di questo dì.

Ma cagion di meraviglia
non è già, felice Augusto,
che gli dei chi lor somiglia
custodiscano così. ____________________________________________________ End of Opera


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