Aria texts for Handel: Arminio
Handel: Arminio
Librettist: Antonio Salvi
PERSONAGGI
Arminio, principe Germano (alto)
Tusnelda, moglie di Arminio, e figlia di Segeste (soprano)
Segeste, Principe dei Catti (bass)
Varo, Generale romano (tenor)
Sigismondo, Figlio di Segeste, innamorato di Ramise (soprano)
Ramise, Figlia di Segeste, innamorata Sigismondo (alto)
Tullio, tribuno romano (alto)
Aria texts ____________________________________________________ ACT I
ARMINIO e TUSNELDA (Duetto)
ARMINIO
Il fuggir, cara mia vita,
ARMINIO, TUSNELDA (A due)
on è tema, né viltà
Se alla fuga il piede invita
Casto amora, e libertà.
Il fuggir, etc. ____________________________________________________
TULLIO
Non deve Roman petto
Dar' all'amor ricetto,
Ma solo al bel desio di trionfar.
Chi vuol dar legge altrui
Prima gli affetti sui sappia frenar.
Non, etc.
____________________________________________________
VARO
Al lume di due rai
Più fiero pugnerò.
Potrò senza sospetto
Espor sicuro il petto,
Né temerò del core,
Se 'l core più non ho.
Al lume, etc. ____________________________________________________
TUSNELDA
Scagliano Amore, e Sangue
Folgori di furor.
Cinto di pari effetto
In mezzo entra il mio petto
E incontra i colpi il cor.
Scagliano, etc. ____________________________________________________
SEGESTE
Fiaccherò quel fiero orgoglio,
se non piega al Campidoglio
La cervice il contumace.
Se la patria fu molesta,
quell'altera irata testa,
or farà prezzo di pace.
Fiaccherò, etc. ____________________________________________________
SIGISMONDO
Non sono sempre vane larve,
ciò che apparve ad un alma nel sognar.
Pare ancor che un sfortunato,
il suo Fato
nel dormir sappia spiegar.
Non, etc.
____________________________________________________
RAMISE
Sento il cor per ogni lato
Circondato
Di spaventato, e di terror.
Ed affanni omai ripieno
Il mio seno
Non ha loco per amor.
Sento, etc.
____________________________________________________
TUSNELDA
E vil segno d'un debole amore
Quel dolore,
Che col pianto sfogando si va.
Vero ardore d'un alma ch'è forte
Neppure morte
Col suo gelo estinguer lo sa.
E vil, etc.
____________________________________________________
SIGISMONDO
Posso morir, ma vivere,
Vivere, e non amare,
E non amare oh! Dei!
L'alma de' affetti miei, non posso no.
Se amor dà vita all'anima
Trarmi dal seno amore
Senza involarmi il cor; nò, non si può.
Posso, etc.
____________________________________________________ ACT II
TULLIO
Con quel sangue dipinta vedrai
Foriera di pace bell'Iride in Ciel.
E più chiara accender potrai
D'Amore la face, di morte col Gel.
Con, etc.
____________________________________________________
ARMINIO
Sì, cadrò, ma sorgerà
Sempre vivo a lacerarti
Il rimorso nel tuo core.
Con tre fauci latrerà
E il mio sangue una farà;
La tua Patria, ed il tuo onore.
Sì, etc.
____________________________________________________
TUSNELDA
Al furor che ti consiglia,
Ad Augusto, alle sue squadre
Offri pur quest'alma ancor.
È delitto esserti figlia,
È castigo aver per padre
Un sì crudo genitor.
Al furor, etc. ____________________________________________________
RAMISE
Niente spero, tutto credo,
Molto chiedo, e poco intendo.
Meno ottengo, e troppo bramo,
Più che t'amo, più t'offendo.
Niente, etc. ____________________________________________________
SIGISMONDO
Quella fiamma, che 'l petto m'accende
S'alimenta col sangue del cor.
Tanto puro quel foco risplende,
Quando è l'esca che nutre l'ardor.
Quella, etc. ____________________________________________________
ARMINIO
Vado a morir. Vi lascio
La Pace ch'ho nel cor.
Almen colla mia morte
Cara, per te la forte
Dia fine al suo rigor.
Vado, etc.
____________________________________________________
TUSNELDA
Rendimi il dolce sposo,
Due vite io ti dovrò.
Pegno al mio cor sì caro
Dirò, dono, è di Varo,
Quando l'abbraccierò.
Rendimi, etc. ____________________________________________________ ACT III
ARMINIO
Ritorno alle ritorte;
Sorte, che vuoi da me?
Tra sì strane vicende
Di carcere, e di morte,
Più stabile si rende,
E ferma la mia fè.
Ritorno, etc. ____________________________________________________
VARO
Mira il Ciel, vedrai d'Alcide
Le guerriere armi omicide
Lampeggiar cinte di stelle.
Ma nel Tempio ancor di Gnido
Il possente Dio Cupido
Splender fa l'anime ancelle.
Mira, etc.
____________________________________________________
TUSNELDA
Ho veleno, e ferro avanti
E pur vivo, e peno ancor?
Vedo i morti, stanno astanti
A dar fine al mio dolor.
Ho veleno, etc. ____________________________________________________
TUSNELDA e RAMISE (Duetto)
A Due:
Quando più minacci il Cielo
Puol'ancor cangiar sue tempre.
Spera, spera, che severa
La Fortuna non sia sempre.
Quando, etc. ____________________________________________________
SIGISMONDO
Il Sangue al cor favella,
Al cor favella amore,
Né so quel che sarà.
Salvarlo? È fellonia.
Svenarlo? È crudeltà.
Barbaro all'alma mia,
Infido al Genitore,
Essere il cor non fa.
Il Sangue, etc. ____________________________________________________
TUSNELDA
Tra speme, e Timore
Mi palpita il core,
Che fiero martir!
Tra speme, etc. ____________________________________________________
ARMINIO
Fatto scorta al sentier della Gloria
Mi richiama l'offeso mio Onor.
Vivo: spero sicura Vittoria;
Se morrò, morrò carco di Allor.
Fatto, etc.
____________________________________________________
TUSNELDA
Va, combatti ancor da forte
Che cangiare suol la sorte
Per l'intrepido valor.
Poi ritorna trionfante,
Che quest'anima costante
Troverai piena d'Amor.
Va, combatti, etc. ____________________________________________________
SIGISMONDO
Impara a non temer
Dal mio costante Amor,
Cara di questo cor dolce speranza.
Del tuo destin al fier
A vincer l'empietà
Esempio ti farà la mia costanza.
Impara, etc. ____________________________________________________
RAMISE
Voglio seguir lo sposo
Barbari, dispietati
Perché annodarmi il piè.
Benché sia donna imbelle
Mi diedero le stelle
Intrepida la fè.
Voglio, etc. ____________________________________________________
ARMINIO e TUSNELDA (Duetto)
ARMINIO
Ritorna nel core vezzosa, brillante,
TUSNELDA
Risplende nell'alma amante, festante,
ARMINIO, TUSNELDA (A due)
La Pace, la Calma, per te caro ben.
I nodi tenaci di nostra costanza,
I fermi legami di Fede e Speranza,
Or rendono eterno l'amore nel sen.
Ritorna, etc. ____________________________________________________
GRAN CORO
A capir tante dolcezze
Troppo angusto è 'l nostro cor.
Cangia in gioia le tristezze
Generoso un bel Valor. ____________________________________________________ End of Opera
Arminio, principe Germano (alto)
Tusnelda, moglie di Arminio, e figlia di Segeste (soprano)
Segeste, Principe dei Catti (bass)
Varo, Generale romano (tenor)
Sigismondo, Figlio di Segeste, innamorato di Ramise (soprano)
Ramise, Figlia di Segeste, innamorata Sigismondo (alto)
Tullio, tribuno romano (alto)
Aria texts ____________________________________________________ ACT I
ARMINIO e TUSNELDA (Duetto)
ARMINIO
Il fuggir, cara mia vita,
ARMINIO, TUSNELDA (A due)
on è tema, né viltà
Se alla fuga il piede invita
Casto amora, e libertà.
Il fuggir, etc. ____________________________________________________
TULLIO
Non deve Roman petto
Dar' all'amor ricetto,
Ma solo al bel desio di trionfar.
Chi vuol dar legge altrui
Prima gli affetti sui sappia frenar.
Non, etc.
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VARO
Al lume di due rai
Più fiero pugnerò.
Potrò senza sospetto
Espor sicuro il petto,
Né temerò del core,
Se 'l core più non ho.
Al lume, etc. ____________________________________________________
TUSNELDA
Scagliano Amore, e Sangue
Folgori di furor.
Cinto di pari effetto
In mezzo entra il mio petto
E incontra i colpi il cor.
Scagliano, etc. ____________________________________________________
SEGESTE
Fiaccherò quel fiero orgoglio,
se non piega al Campidoglio
La cervice il contumace.
Se la patria fu molesta,
quell'altera irata testa,
or farà prezzo di pace.
Fiaccherò, etc. ____________________________________________________
SIGISMONDO
Non sono sempre vane larve,
ciò che apparve ad un alma nel sognar.
Pare ancor che un sfortunato,
il suo Fato
nel dormir sappia spiegar.
Non, etc.
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RAMISE
Sento il cor per ogni lato
Circondato
Di spaventato, e di terror.
Ed affanni omai ripieno
Il mio seno
Non ha loco per amor.
Sento, etc.
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TUSNELDA
E vil segno d'un debole amore
Quel dolore,
Che col pianto sfogando si va.
Vero ardore d'un alma ch'è forte
Neppure morte
Col suo gelo estinguer lo sa.
E vil, etc.
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SIGISMONDO
Posso morir, ma vivere,
Vivere, e non amare,
E non amare oh! Dei!
L'alma de' affetti miei, non posso no.
Se amor dà vita all'anima
Trarmi dal seno amore
Senza involarmi il cor; nò, non si può.
Posso, etc.
____________________________________________________ ACT II
TULLIO
Con quel sangue dipinta vedrai
Foriera di pace bell'Iride in Ciel.
E più chiara accender potrai
D'Amore la face, di morte col Gel.
Con, etc.
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ARMINIO
Sì, cadrò, ma sorgerà
Sempre vivo a lacerarti
Il rimorso nel tuo core.
Con tre fauci latrerà
E il mio sangue una farà;
La tua Patria, ed il tuo onore.
Sì, etc.
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TUSNELDA
Al furor che ti consiglia,
Ad Augusto, alle sue squadre
Offri pur quest'alma ancor.
È delitto esserti figlia,
È castigo aver per padre
Un sì crudo genitor.
Al furor, etc. ____________________________________________________
RAMISE
Niente spero, tutto credo,
Molto chiedo, e poco intendo.
Meno ottengo, e troppo bramo,
Più che t'amo, più t'offendo.
Niente, etc. ____________________________________________________
SIGISMONDO
Quella fiamma, che 'l petto m'accende
S'alimenta col sangue del cor.
Tanto puro quel foco risplende,
Quando è l'esca che nutre l'ardor.
Quella, etc. ____________________________________________________
ARMINIO
Vado a morir. Vi lascio
La Pace ch'ho nel cor.
Almen colla mia morte
Cara, per te la forte
Dia fine al suo rigor.
Vado, etc.
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TUSNELDA
Rendimi il dolce sposo,
Due vite io ti dovrò.
Pegno al mio cor sì caro
Dirò, dono, è di Varo,
Quando l'abbraccierò.
Rendimi, etc. ____________________________________________________ ACT III
ARMINIO
Ritorno alle ritorte;
Sorte, che vuoi da me?
Tra sì strane vicende
Di carcere, e di morte,
Più stabile si rende,
E ferma la mia fè.
Ritorno, etc. ____________________________________________________
VARO
Mira il Ciel, vedrai d'Alcide
Le guerriere armi omicide
Lampeggiar cinte di stelle.
Ma nel Tempio ancor di Gnido
Il possente Dio Cupido
Splender fa l'anime ancelle.
Mira, etc.
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TUSNELDA
Ho veleno, e ferro avanti
E pur vivo, e peno ancor?
Vedo i morti, stanno astanti
A dar fine al mio dolor.
Ho veleno, etc. ____________________________________________________
TUSNELDA e RAMISE (Duetto)
A Due:
Quando più minacci il Cielo
Puol'ancor cangiar sue tempre.
Spera, spera, che severa
La Fortuna non sia sempre.
Quando, etc. ____________________________________________________
SIGISMONDO
Il Sangue al cor favella,
Al cor favella amore,
Né so quel che sarà.
Salvarlo? È fellonia.
Svenarlo? È crudeltà.
Barbaro all'alma mia,
Infido al Genitore,
Essere il cor non fa.
Il Sangue, etc. ____________________________________________________
TUSNELDA
Tra speme, e Timore
Mi palpita il core,
Che fiero martir!
Tra speme, etc. ____________________________________________________
ARMINIO
Fatto scorta al sentier della Gloria
Mi richiama l'offeso mio Onor.
Vivo: spero sicura Vittoria;
Se morrò, morrò carco di Allor.
Fatto, etc.
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TUSNELDA
Va, combatti ancor da forte
Che cangiare suol la sorte
Per l'intrepido valor.
Poi ritorna trionfante,
Che quest'anima costante
Troverai piena d'Amor.
Va, combatti, etc. ____________________________________________________
SIGISMONDO
Impara a non temer
Dal mio costante Amor,
Cara di questo cor dolce speranza.
Del tuo destin al fier
A vincer l'empietà
Esempio ti farà la mia costanza.
Impara, etc. ____________________________________________________
RAMISE
Voglio seguir lo sposo
Barbari, dispietati
Perché annodarmi il piè.
Benché sia donna imbelle
Mi diedero le stelle
Intrepida la fè.
Voglio, etc. ____________________________________________________
ARMINIO e TUSNELDA (Duetto)
ARMINIO
Ritorna nel core vezzosa, brillante,
TUSNELDA
Risplende nell'alma amante, festante,
ARMINIO, TUSNELDA (A due)
La Pace, la Calma, per te caro ben.
I nodi tenaci di nostra costanza,
I fermi legami di Fede e Speranza,
Or rendono eterno l'amore nel sen.
Ritorna, etc. ____________________________________________________
GRAN CORO
A capir tante dolcezze
Troppo angusto è 'l nostro cor.
Cangia in gioia le tristezze
Generoso un bel Valor. ____________________________________________________ End of Opera