Aria texts for Hasse: Artaserse
Hasse: Artaserse
Librettist: Pietro Metastasio
PERSONAGGI
Artaserse, principe e poi re di Persia, amico di Arbace ed amante di Semira
Mandane, sorella d'Artaserse ed amante d'Arbace
Artabano, prefetto delle guardie reali, padre di Arbace e di Semira
Arbace, amico d'Artaserse ed amante di Mandane
Semira, sorella d'Arbace ed amante d'Artaserse
Megabise, generale dell'armi e confidente di Artabano
Aria texts ____________________________________________________ ACT I
MANDANE
Conservati fedele,
pensa ch'io resto e peno.
E qualche volta almeno
ricordati di me.
Ch'io per virtù d'amore
parlando col mio core
ragionerò con te. ____________________________________________________
ARBACE
Fra cento affanni e cento
palpito, tremo e sento
che freddo dalle vene
fugge il mio sangue al cor.
Prevedo del mio bene
il barbaro martiro;
e la virtù sospiro
che perse il genitor. ____________________________________________________
ARTASERSE
Per pietà bell'idol mio
non mi dir ch'io son ingrato.
Infelice e sventurato
abbastanza il ciel mi fa.
Se fedele a te son io,
se mi struggo a' tuoi bei lumi,
sallo amor, lo sanno i numi,
il mio core, il tuo lo sa. ____________________________________________________
MEGABISE
Sogna il guerrier le schiere,
le selve il cacciator
e sogna il pescator
le reti e l'amo.
Sopito in dolce oblio
sogno pur io così
colei che tutto il dì
sospiro e chiamo. ____________________________________________________
SEMIRA
Bramar di perdere
per troppo affetto
parte dell'anima
nel caro oggetto
è il duol più barbaro
d'ogni dolor.
Pur fra le pene
sarò felice,
se il caro bene
sospira e dice:
« Troppo a Semira
fu ingrato amor ». ____________________________________________________
ARTABANO
Non ti son padre,
non mi sei figlio,
pietà non sento
d'un traditor.
Tu sei cagione
del tuo periglio,
tu sei tormento
del genitor. ____________________________________________________
SEMIRA
Torna innocente e poi
t'ascolterò se vuoi,
tutto per te farò.
Ma fin che reo ti veggio,
compiangerti non deggio,
difenderti non so. ____________________________________________________
ARBACE
Se al labro mio non credi
cara nemica mia,
aprimi il petto e vedi
qual sia l'amante cor.
Il cor dolente, afflitto
ma d'ogni colpa privo,
se pur non è delitto
un innocente ardor. ____________________________________________________
MANDANE
Che pena al mio core
cercar di sdegnarmi.
M'accende il dolore;
pietà vuol placarmi;
che farmi non so.
Nel fiero cordoglio
difender non deggio;
punire non voglio;
e incerta men vo. ____________________________________________________ ACT II
ARTASERSE
Rendimi il caro amico
parte dell'alma mia.
Fa che innocente sia
come l'amai finor.
Compagni dalla cuna
tu ci vedesti e sai
che in ogni mia fortuna
seco finor provai
ogni piacer diviso,
diviso ogni dolor. ____________________________________________________
ARBACE
Lascia cadermi in volto
uno de' sguardi tuoi,
che forse ancor tu puoi
sentir pietade in te.
Sedallo sdegno è tolto
il bel primiero amore
guardami; e col tuo core
giudica poi di me. ____________________________________________________
ARTABANO
Amalo e se al tuo sguardo
amabile non è,
la man che te lo diè
rispetta e taci.
Poi ne l'amar men tardo
forse il tuo cor sarà
quando fumar vedrà
le sacre faci. ____________________________________________________
MEGABISE
Non temer ch'io mai ti dica
alma infida, ingrato core.
Possederti ancor nemica
chiamerò felicità.
Io detesto la follia
d'un incommodo amatore
che ai pensieri ancor vorria
limitar la libertà. ____________________________________________________
MANDANE
Se d'un amor tiranno
credei di trionfar,
lasciami nell'inganno,
lasciami lusingar
che più non amo.
Se l'odio è il mio dover
barbara, e tu lo sai,
perché avveder mi fai
che invan lo bramo. ____________________________________________________
SEMIRA
Se del fiume altera l'onda
tenta uscir dal letto usato,
corre a questa, a quella sponda
l'affannato agricoltor.
Ma disperde in su l'arene
il sudor, le cure e l'arti.
Che se in una ei lo trattiene,
si fa strada in cento parti
il torrente vincitor. ____________________________________________________
ARBACE
Per questo dolce amplesso
per quest'estremo addio
serbami o padre mio
l'idolo amato.
Sol questa all'ombra mia
pace e conforto sia
nel fier mio fato. ____________________________________________________
MANDANE
Va tra le selve ircane
barbaro genitore.
Fiera di te peggiore,
mostro peggior non v'è.
Quanto di reo produce
l'Africa al sol vicina,
l'inospita marina
tutto s'aduna in te. ____________________________________________________
ARTASERSE
Non conosco in tal momento
se l'amico o il genitore
sia più degno di pietà.
So però per mio tormento
che era scelta in me l'amore,
ch'era in te necessità. ____________________________________________________
ARTABANO
Pallido il sole, torbido il cielo
pena minaccia, morte prepara;
tutto mi spira rimorso e orror;
timor mi cinge di freddo gelo;
dolor mi rende la vita amara;
io stesso fremo contro il mio cor. ____________________________________________________
ARTABANO
Così stupisce e cade
su le mature biade
al folgore che passa
l'attonito arator.
Ma quando poi s'avvede
del vano suo spavento,
sorge, respira e riede
a numerar l'armento
disperso dal timor. ____________________________________________________ ACT III
ARBACE
Perché tarda è mai la morte
quando è termine al martir?
A chi vive in lieta sorte
è sollecito il morir. ____________________________________________________
ARTASERSE
Pensa che l'amor mio
t'offre la vita in dono;
sovvengati ch'io sono
il tuo liberator.
Dammi l'estremo addio,
ch'io te ne priego, e parti,
che tutto per salvarti
far voglio a tuo favor. ____________________________________________________
ARBACE
Parto, qual pastorello
prima che rompa il fiume
a questo colle e a quello
sen fugge e i cari armenti
s'affanna a riserbar.
Il tutelar suo nume
invoca ad isfuggire
quel mal che può avvenire,
quel duol che può aspettar. ____________________________________________________
MEGABISE
Spiega i lini, abbandona la sponda,
sprezza l'onda del torbido mar.
Fra i perigli del dubbio camino
il destino ti chiama a regnar. ____________________________________________________
ARTABANO
Figlio se più non vivi
morrò; ma del mio fato
farò che un re svenato
preceda messaggier.
Infin che il padre arrivi
fa che sospenda il remo
colà sul guado estremo
il pallido nochier. ____________________________________________________
MANDANE
Mi credi spietata,
mi chiami crudele.
Non tanto furore,
non tante querele,
che basta il dolore
per farmi morir.
Quell'odio, quell'ira
d'un'alma sdegnata
ingrata Semira
non posso soffrir. ____________________________________________________
SEMIRA
Non è ver che sia contento
il veder nel suo tormento
più d'un ciglio lagrimar.
Che l'esempio del dolore
è uno stimolo maggiore
che richiama a sospirar. ____________________________________________________
ARBACE e MANDANE
ARBACE
Tu vuoi ch'io viva o cara
ma se mi nieghi amore
cara mi fai morir.
MANDANE
Oh dio che pena amara!
Ti basti il mio rossore,
più non ti posso dir. ____________________________________________________
ARBACE e MANDANE
MANDANE
Parti dagli occhi miei
lasciami per pietà.
A DUE
Quando finisce o dei
la vostra crudeltà.
MANDANE e ARBACE A DUE
Se in così gran dolore
d'affanno non si muore
qual pena ucciderà? ____________________________________________________
CORO
Giusto re la Persia adora
la clemenza assisa in trono,
quando premia col perdono
d'un eroe la fedeltà.
La giustizia è bella allora
che compagna ha la pietà. ____________________________________________________ End of Opera
Artaserse, principe e poi re di Persia, amico di Arbace ed amante di Semira
Mandane, sorella d'Artaserse ed amante d'Arbace
Artabano, prefetto delle guardie reali, padre di Arbace e di Semira
Arbace, amico d'Artaserse ed amante di Mandane
Semira, sorella d'Arbace ed amante d'Artaserse
Megabise, generale dell'armi e confidente di Artabano
Aria texts ____________________________________________________ ACT I
MANDANE
Conservati fedele,
pensa ch'io resto e peno.
E qualche volta almeno
ricordati di me.
Ch'io per virtù d'amore
parlando col mio core
ragionerò con te. ____________________________________________________
ARBACE
Fra cento affanni e cento
palpito, tremo e sento
che freddo dalle vene
fugge il mio sangue al cor.
Prevedo del mio bene
il barbaro martiro;
e la virtù sospiro
che perse il genitor. ____________________________________________________
ARTASERSE
Per pietà bell'idol mio
non mi dir ch'io son ingrato.
Infelice e sventurato
abbastanza il ciel mi fa.
Se fedele a te son io,
se mi struggo a' tuoi bei lumi,
sallo amor, lo sanno i numi,
il mio core, il tuo lo sa. ____________________________________________________
MEGABISE
Sogna il guerrier le schiere,
le selve il cacciator
e sogna il pescator
le reti e l'amo.
Sopito in dolce oblio
sogno pur io così
colei che tutto il dì
sospiro e chiamo. ____________________________________________________
SEMIRA
Bramar di perdere
per troppo affetto
parte dell'anima
nel caro oggetto
è il duol più barbaro
d'ogni dolor.
Pur fra le pene
sarò felice,
se il caro bene
sospira e dice:
« Troppo a Semira
fu ingrato amor ». ____________________________________________________
ARTABANO
Non ti son padre,
non mi sei figlio,
pietà non sento
d'un traditor.
Tu sei cagione
del tuo periglio,
tu sei tormento
del genitor. ____________________________________________________
SEMIRA
Torna innocente e poi
t'ascolterò se vuoi,
tutto per te farò.
Ma fin che reo ti veggio,
compiangerti non deggio,
difenderti non so. ____________________________________________________
ARBACE
Se al labro mio non credi
cara nemica mia,
aprimi il petto e vedi
qual sia l'amante cor.
Il cor dolente, afflitto
ma d'ogni colpa privo,
se pur non è delitto
un innocente ardor. ____________________________________________________
MANDANE
Che pena al mio core
cercar di sdegnarmi.
M'accende il dolore;
pietà vuol placarmi;
che farmi non so.
Nel fiero cordoglio
difender non deggio;
punire non voglio;
e incerta men vo. ____________________________________________________ ACT II
ARTASERSE
Rendimi il caro amico
parte dell'alma mia.
Fa che innocente sia
come l'amai finor.
Compagni dalla cuna
tu ci vedesti e sai
che in ogni mia fortuna
seco finor provai
ogni piacer diviso,
diviso ogni dolor. ____________________________________________________
ARBACE
Lascia cadermi in volto
uno de' sguardi tuoi,
che forse ancor tu puoi
sentir pietade in te.
Sedallo sdegno è tolto
il bel primiero amore
guardami; e col tuo core
giudica poi di me. ____________________________________________________
ARTABANO
Amalo e se al tuo sguardo
amabile non è,
la man che te lo diè
rispetta e taci.
Poi ne l'amar men tardo
forse il tuo cor sarà
quando fumar vedrà
le sacre faci. ____________________________________________________
MEGABISE
Non temer ch'io mai ti dica
alma infida, ingrato core.
Possederti ancor nemica
chiamerò felicità.
Io detesto la follia
d'un incommodo amatore
che ai pensieri ancor vorria
limitar la libertà. ____________________________________________________
MANDANE
Se d'un amor tiranno
credei di trionfar,
lasciami nell'inganno,
lasciami lusingar
che più non amo.
Se l'odio è il mio dover
barbara, e tu lo sai,
perché avveder mi fai
che invan lo bramo. ____________________________________________________
SEMIRA
Se del fiume altera l'onda
tenta uscir dal letto usato,
corre a questa, a quella sponda
l'affannato agricoltor.
Ma disperde in su l'arene
il sudor, le cure e l'arti.
Che se in una ei lo trattiene,
si fa strada in cento parti
il torrente vincitor. ____________________________________________________
ARBACE
Per questo dolce amplesso
per quest'estremo addio
serbami o padre mio
l'idolo amato.
Sol questa all'ombra mia
pace e conforto sia
nel fier mio fato. ____________________________________________________
MANDANE
Va tra le selve ircane
barbaro genitore.
Fiera di te peggiore,
mostro peggior non v'è.
Quanto di reo produce
l'Africa al sol vicina,
l'inospita marina
tutto s'aduna in te. ____________________________________________________
ARTASERSE
Non conosco in tal momento
se l'amico o il genitore
sia più degno di pietà.
So però per mio tormento
che era scelta in me l'amore,
ch'era in te necessità. ____________________________________________________
ARTABANO
Pallido il sole, torbido il cielo
pena minaccia, morte prepara;
tutto mi spira rimorso e orror;
timor mi cinge di freddo gelo;
dolor mi rende la vita amara;
io stesso fremo contro il mio cor. ____________________________________________________
ARTABANO
Così stupisce e cade
su le mature biade
al folgore che passa
l'attonito arator.
Ma quando poi s'avvede
del vano suo spavento,
sorge, respira e riede
a numerar l'armento
disperso dal timor. ____________________________________________________ ACT III
ARBACE
Perché tarda è mai la morte
quando è termine al martir?
A chi vive in lieta sorte
è sollecito il morir. ____________________________________________________
ARTASERSE
Pensa che l'amor mio
t'offre la vita in dono;
sovvengati ch'io sono
il tuo liberator.
Dammi l'estremo addio,
ch'io te ne priego, e parti,
che tutto per salvarti
far voglio a tuo favor. ____________________________________________________
ARBACE
Parto, qual pastorello
prima che rompa il fiume
a questo colle e a quello
sen fugge e i cari armenti
s'affanna a riserbar.
Il tutelar suo nume
invoca ad isfuggire
quel mal che può avvenire,
quel duol che può aspettar. ____________________________________________________
MEGABISE
Spiega i lini, abbandona la sponda,
sprezza l'onda del torbido mar.
Fra i perigli del dubbio camino
il destino ti chiama a regnar. ____________________________________________________
ARTABANO
Figlio se più non vivi
morrò; ma del mio fato
farò che un re svenato
preceda messaggier.
Infin che il padre arrivi
fa che sospenda il remo
colà sul guado estremo
il pallido nochier. ____________________________________________________
MANDANE
Mi credi spietata,
mi chiami crudele.
Non tanto furore,
non tante querele,
che basta il dolore
per farmi morir.
Quell'odio, quell'ira
d'un'alma sdegnata
ingrata Semira
non posso soffrir. ____________________________________________________
SEMIRA
Non è ver che sia contento
il veder nel suo tormento
più d'un ciglio lagrimar.
Che l'esempio del dolore
è uno stimolo maggiore
che richiama a sospirar. ____________________________________________________
ARBACE e MANDANE
ARBACE
Tu vuoi ch'io viva o cara
ma se mi nieghi amore
cara mi fai morir.
MANDANE
Oh dio che pena amara!
Ti basti il mio rossore,
più non ti posso dir. ____________________________________________________
ARBACE e MANDANE
MANDANE
Parti dagli occhi miei
lasciami per pietà.
A DUE
Quando finisce o dei
la vostra crudeltà.
MANDANE e ARBACE A DUE
Se in così gran dolore
d'affanno non si muore
qual pena ucciderà? ____________________________________________________
CORO
Giusto re la Persia adora
la clemenza assisa in trono,
quando premia col perdono
d'un eroe la fedeltà.
La giustizia è bella allora
che compagna ha la pietà. ____________________________________________________ End of Opera