Aria texts for Mozart: Ascanio in Alba
Mozart: Ascanio in Alba
Librettist: Giuseppe Parini
PERSONAGGI
Venere, dea di bellezza e amore (Soprano)
Ascanio, nipote di Venere (Soprano)
Silvia, ninfa (Soprano)
Fauno, pastore (Soprano)
Aceste, sacerdote (Tenore)
geni, pastori e pastorelle
Aria texts ____________________________________________________ PARTE PRIMA
VENERE
L'ombra de' rami tuoi
L'amico suolo aspetta.
Vivi mia pianta eletta:
Degna sarai di me.
Già questo cor comprende
Quel che sarai di poi;
Già di sue cure intende
L'opra lodarsi in te ____________________________________________________
ASCANIO
Cara, lontano ancora
La tua virtù m'accese:
Al tuo bel nome allora
Appresi a sospirar.
In van ti celi, o cara:
Quella virtù si rara
Nella modestia istessa
Più luminosa appar. ____________________________________________________
FAUNO
Se il labbro più non dice,
Non giudicarlo ingrato.
Chi a tanto bene è nato
Sa ben quanto è felice,
Ma poi spiegar nol sa.
Quando a gli Amici tuoi
Torni sul patrio lido,
Vivi, e racconta poi:
Ho visto il dolce nido
De la primiera età. ____________________________________________________
ACESTE
Per la gioia in questo seno
L'alma. oh Dio! balzar mi sento.
All'eccesso del contento
No resistere non sa.
Silvia cara, amici miei,
Se con me felici siete,
Ah venite, dividete
Il piacer, che in cor mi sta. ____________________________________________________
SILVIA
Sì, ma d'un altro Amore
Sento la fiamma in petto:
E l'innocente affetto
Solo a regnar non è. ____________________________________________________
SILVIA
Come è felice stato,
Quello d'un'alma fida,
Ove innocenza annida,
E non condanna amor!
Del viver suo beato
Sempre contenta è l'alma:
E sempre in dolce calma
Va palpitando il cor. ____________________________________________________
ASCANIO
Ah di sì nobil alma
Quanto parlar vorrei!
Se le virtù di lei
Tutte saper pretendi,
Chiedile a questo cor.
Solo un momento in calma
Lasciami o Diva, e poi
Di tanti pregi suoi
Potrò parlarti allor. ____________________________________________________
VENERE
Al chiaror di que' bei rai,
Se l'amor fomenta l'ali
Ad amar tutti i mortali
Il tuo cor solleverà.
Così poi famoso andrai
Degli Dèi tra i chiari figli,
Così fia, che tu somigli
A la mia divinità. ____________________________________________________
PARTE SECONDA
SILVIA
Spiega il desìo, le piume:
Vola il mio core, e geme;
Ma solo con la speme
Poi mi ritorna al sen.
Vieni col mio bel Nume
Alfine o mio desìo
Dimmi una volta, oh Dio!
Ecco l'amato ben. ____________________________________________________
FAUNO
Dal tuo gentil sembiante
Risplende un'alma grande:
E quel chiaror, che spande
Quasi adorar ti fa.
Se mai divieni amante
Felice la Donzella Che a fiamma così bella
Allor s'accenderà. ____________________________________________________
ASCANIO
Al mio ben mi veggio avanti,
Del suo cor sento la pena,
E la legge ancor mi frena.
Ah si rompa il crudo laccio,
Abbastanza il cor soffrì.
Se pietà dell'alme amanti
Bella Diva il sen ti move,
Non voler fra tante prove
Agitarle ognor così. ____________________________________________________
SILVIA
Infelici affetti miei,
Sol per voi sospiro, e peno,
Innocente è questo seno:
Nol venite a tormentar.
Ah quest'alma, eterni Dei,
Mi rendete alfin qual era.
Più l'imagin lusinghiera
Non mi torni ad agitar. ____________________________________________________
ASCANIO
Torna mio bene, ascolta.
Il tuo fedel son io.
Amami pur ben mio:
No, non t'inganna Amor.
Quella, che in seno accolta
Serbi virtù sì rara,
A gareggiar prepara
Coll'innocente cor. ____________________________________________________
ACESTE
Sento, che il cor mi dice,
Che paventar non dei:
Ma penetrar non lice
Dentro all'ascoso vel.
Sai, che innocente sei,
Sai, che dal Ciel dipendi.
Lieta la sorte attendi,
Che ti prescrive il Ciel. ____________________________________________________ End of Opera
Venere, dea di bellezza e amore (Soprano)
Ascanio, nipote di Venere (Soprano)
Silvia, ninfa (Soprano)
Fauno, pastore (Soprano)
Aceste, sacerdote (Tenore)
geni, pastori e pastorelle
Aria texts ____________________________________________________ PARTE PRIMA
VENERE
L'ombra de' rami tuoi
L'amico suolo aspetta.
Vivi mia pianta eletta:
Degna sarai di me.
Già questo cor comprende
Quel che sarai di poi;
Già di sue cure intende
L'opra lodarsi in te ____________________________________________________
ASCANIO
Cara, lontano ancora
La tua virtù m'accese:
Al tuo bel nome allora
Appresi a sospirar.
In van ti celi, o cara:
Quella virtù si rara
Nella modestia istessa
Più luminosa appar. ____________________________________________________
FAUNO
Se il labbro più non dice,
Non giudicarlo ingrato.
Chi a tanto bene è nato
Sa ben quanto è felice,
Ma poi spiegar nol sa.
Quando a gli Amici tuoi
Torni sul patrio lido,
Vivi, e racconta poi:
Ho visto il dolce nido
De la primiera età. ____________________________________________________
ACESTE
Per la gioia in questo seno
L'alma. oh Dio! balzar mi sento.
All'eccesso del contento
No resistere non sa.
Silvia cara, amici miei,
Se con me felici siete,
Ah venite, dividete
Il piacer, che in cor mi sta. ____________________________________________________
SILVIA
Sì, ma d'un altro Amore
Sento la fiamma in petto:
E l'innocente affetto
Solo a regnar non è. ____________________________________________________
SILVIA
Come è felice stato,
Quello d'un'alma fida,
Ove innocenza annida,
E non condanna amor!
Del viver suo beato
Sempre contenta è l'alma:
E sempre in dolce calma
Va palpitando il cor. ____________________________________________________
ASCANIO
Ah di sì nobil alma
Quanto parlar vorrei!
Se le virtù di lei
Tutte saper pretendi,
Chiedile a questo cor.
Solo un momento in calma
Lasciami o Diva, e poi
Di tanti pregi suoi
Potrò parlarti allor. ____________________________________________________
VENERE
Al chiaror di que' bei rai,
Se l'amor fomenta l'ali
Ad amar tutti i mortali
Il tuo cor solleverà.
Così poi famoso andrai
Degli Dèi tra i chiari figli,
Così fia, che tu somigli
A la mia divinità. ____________________________________________________
PARTE SECONDA
SILVIA
Spiega il desìo, le piume:
Vola il mio core, e geme;
Ma solo con la speme
Poi mi ritorna al sen.
Vieni col mio bel Nume
Alfine o mio desìo
Dimmi una volta, oh Dio!
Ecco l'amato ben. ____________________________________________________
FAUNO
Dal tuo gentil sembiante
Risplende un'alma grande:
E quel chiaror, che spande
Quasi adorar ti fa.
Se mai divieni amante
Felice la Donzella Che a fiamma così bella
Allor s'accenderà. ____________________________________________________
ASCANIO
Al mio ben mi veggio avanti,
Del suo cor sento la pena,
E la legge ancor mi frena.
Ah si rompa il crudo laccio,
Abbastanza il cor soffrì.
Se pietà dell'alme amanti
Bella Diva il sen ti move,
Non voler fra tante prove
Agitarle ognor così. ____________________________________________________
SILVIA
Infelici affetti miei,
Sol per voi sospiro, e peno,
Innocente è questo seno:
Nol venite a tormentar.
Ah quest'alma, eterni Dei,
Mi rendete alfin qual era.
Più l'imagin lusinghiera
Non mi torni ad agitar. ____________________________________________________
ASCANIO
Torna mio bene, ascolta.
Il tuo fedel son io.
Amami pur ben mio:
No, non t'inganna Amor.
Quella, che in seno accolta
Serbi virtù sì rara,
A gareggiar prepara
Coll'innocente cor. ____________________________________________________
ACESTE
Sento, che il cor mi dice,
Che paventar non dei:
Ma penetrar non lice
Dentro all'ascoso vel.
Sai, che innocente sei,
Sai, che dal Ciel dipendi.
Lieta la sorte attendi,
Che ti prescrive il Ciel. ____________________________________________________ End of Opera