Aria texts for Vivaldi: L'Olimpiade
Vivaldi: L'Olimpiade
Librettist: Pietro Metastasio
PERSONAGGI
Clistene, re di Sicione (T);
Aristea, sua figlia, amante di Megacle (A);
Argene, dama cretese travestita da pastorella, sotto il finto nome di Licori, amante di Licida (S);
Licida, creduto figlio del re di Creta, amante di Aristea e amico di Megacle (S);
Megacle, amante di Aristea e amico di Licida (S);
Aminta, precettore di Licida (B);
Alcandro, confidente di Clistene (B);
ninfe, pastori, sacerdoti, popolo, seguito di Clistene e di Aristea, guardie
Aria texts ____________________________________________________ ACT I
MEGACLE
Superbo di me stesso
andrò, portando in fronte
quel caro nome impresso
come mi sta nel cor.
Dirà la Grecia poi
che fur comuni a noi
l'opre, i pensier, gli affetti
e alfine i nomi ancor. ____________________________________________________
LICIDA
Quel destrier che all'albergo è vicino
più veloce s'affretta nel corso;
non l'arresta l'angustia del morso,
non la voce che legge gli dà.
Tal quest'alma che piena è di speme
nulla teme, consiglio non sente;
e si forma una gioia presente
del pensiero che lieta sarà. ____________________________________________________
CORO, ARGENE
CORO
O care selve, o cara
felice libertà.
ARGENE
Qui se un piacer si gode
parte non v' ha la frode;
ma lo condisce a gara
amore e fedeltà.
CORO
O care selve, o cara
felice libertà.
ARGENE
Qui poco ogniun possiede
e ricco ogniun si crede;
né più bramando impara
che cosa è povertà.
CORO
O care selve, o cara
felice libertà.
ARGENE
Senza custodi o mura
la pace è qui sicura,
che l'altrui voglia avara
onde allettar non ha.
CORO
O care selve, o cara
felice libertà. ____________________________________________________
CLISTENE
Del destin non vi lagnate,
se vi rese a noi soggette;
siete serve ma regnate
nella vostra servitù.
Forti noi, voi belle siete;
e vincete in ogni impresa,
quando vengono a contesa
la bellezza e la virtù. ____________________________________________________
ARISTEA
È troppo spietato
il barbaro fato;
mi cruccia, m'affanna
la sorte tiranna,
e dentro il mio petto
più pace non v'è.
Se vedi l'amante
pietoso il tuo core
dell'alma costante
palesi il dolore
e sappia che eterna
gli serbo la fè. ____________________________________________________
ARGENE
Più non si trovano
fra mille amanti
sol due bell'anime
che sian costanti;
e tutti parlano
di fedeltà.
E il reo costume
tanto s'avanza
che la costanza
di chi ben ama
ormai si chiama
semplicità.
____________________________________________________
LICIDA
Mentre dormi amor fomenti
il piacer de' sonni tuoi
con l'idea del mio piacer.
Abbia il rio passi più lenti;
e sospenda i moti suoi
ogni zeffiro leggier. ____________________________________________________
MEGACLE, ARISTEA
MEGACLE
Ne' giorni tuoi felici
ricordati di me.
ARISTEA
Perché così mi dici,
anima mia perché?
MEGACLE
Taci bell'idol mio.
ARISTEA
Parla mio dolce amor.
MEGACLE
Ah! che parlando.
ARISTEA
Oh Dio!
Ah! che tacendo
MEGACLE, ARISTEA A DUE
Tu mi trafiggi il cor.
ARISTEA
(Veggio languir chi adoro
né intendo il suo languir!)
MEGACLE
(Di gelosia mi moro
e non lo posso dir!)
A DUE
Chi mai provò di questo
affanno più funesto,
più barbaro dolor? ____________________________________________________
ACT II
ARISTEA
Sta piangendo la Tortorella
sinché vedova, e smarrita;
ma se trova il suo diletto
entro il nido, o nei boschetto
dolce canta, e si consola.
Ma per me, che non v'è speme
vider sempre dovrò in pene
sventurata, afflitta, e sola. ____________________________________________________
AMINTA
Siam navi all'onde algenti
lasciate in abbandono;
impetuosi venti
i nostri affetti sono;
ogni diletto è scoglio;
tutta la vita è mar.
Ben qual nocchiero in noi
veglia ragion; ma poi
pur dall'ondoso orgoglio
si lascia trasportar. ____________________________________________________
CLISTENE
Qual serpe tortuosa
s'avvolge al tronco, e il stringe,
così lega, e recinge
amore, i nostri cor.
Ma quanto è dolce cosa
esserne avvinto, e stretto.
Non sa, che sia diletto
chi non intende Amor. ____________________________________________________
MEGACLE
Se cerca, se dice:
" L'amico dov'è? "
" L'amico infelice "
rispondi " morì ".
Ah no sì gran duolo
non darle per me.
Rispondi ma solo:
" Piangendo partì ".
Che abisso di pene!
Lasciare il suo bene!
Lasciarlo per sempre!
Lasciarlo così! ____________________________________________________
LICIDA
Gemo in un punto e fremo;
fosco mi sembra il giorno;
ho cento larve intorno;
ho mille furie in sen.
Con la sanguigna face
m'arde Megera il petto;
m'empie ogni vena Aletto
del freddo suo velen. ____________________________________________________
ACT III
ALCANDRO
Sciagurato in braccio a morte
l'aspra sorte
già lo guida, e fa pietà
dell'amico il caro nome
negli'estremi suoi momenti
sulla labbra sempre egl'à. ____________________________________________________
ARISTEA
Caro son tua così
che, per virtù d'amor,
i moti del tuo cor
risento anch'io.
Mi dolgo al tuo dolor;
gioisco al tuo gioir;
ed ogni tuo desir
diventa il mio. ____________________________________________________
MEGACLE
Lo seguitai felice
quand'era il ciel sereno;
alle tempeste in seno
voglio seguirlo ancor.
Come dell'oro il fuoco
scuopre le masse impure,
scuoprono le sventure
de' falsi amici il cuor. ____________________________________________________
AMINTA
Son qual per mare ignoto
naufrago passaggiero,
già con la morte a nuoto
ridotto a contrastar.
Ora un sostegno ed ora
perde una stella; alfine
perde la speme ancora
e s'abbandona al mar. ____________________________________________________
CLISTENE
Non so donde viene
quel tenero affetto,
quel moto che ignoto
mi nasce nel petto,
quel giel che le vene
scorrendo mi va.
Nel seno a destarmi
sì fieri contrasti
non parmi che basti
la sola pietà. ____________________________________________________
CORO DI SACERDOTI E POPOLO
Viva il figlio delinquente
perché in lui non sia punito
l'innocente genitor.
Né funesti il dì presente
né disturbi il sacro rito
un'idea di tanto orror. ____________________________________________________ End of Opera
Clistene, re di Sicione (T);
Aristea, sua figlia, amante di Megacle (A);
Argene, dama cretese travestita da pastorella, sotto il finto nome di Licori, amante di Licida (S);
Licida, creduto figlio del re di Creta, amante di Aristea e amico di Megacle (S);
Megacle, amante di Aristea e amico di Licida (S);
Aminta, precettore di Licida (B);
Alcandro, confidente di Clistene (B);
ninfe, pastori, sacerdoti, popolo, seguito di Clistene e di Aristea, guardie
Aria texts ____________________________________________________ ACT I
MEGACLE
Superbo di me stesso
andrò, portando in fronte
quel caro nome impresso
come mi sta nel cor.
Dirà la Grecia poi
che fur comuni a noi
l'opre, i pensier, gli affetti
e alfine i nomi ancor. ____________________________________________________
LICIDA
Quel destrier che all'albergo è vicino
più veloce s'affretta nel corso;
non l'arresta l'angustia del morso,
non la voce che legge gli dà.
Tal quest'alma che piena è di speme
nulla teme, consiglio non sente;
e si forma una gioia presente
del pensiero che lieta sarà. ____________________________________________________
CORO, ARGENE
CORO
O care selve, o cara
felice libertà.
ARGENE
Qui se un piacer si gode
parte non v' ha la frode;
ma lo condisce a gara
amore e fedeltà.
CORO
O care selve, o cara
felice libertà.
ARGENE
Qui poco ogniun possiede
e ricco ogniun si crede;
né più bramando impara
che cosa è povertà.
CORO
O care selve, o cara
felice libertà.
ARGENE
Senza custodi o mura
la pace è qui sicura,
che l'altrui voglia avara
onde allettar non ha.
CORO
O care selve, o cara
felice libertà. ____________________________________________________
CLISTENE
Del destin non vi lagnate,
se vi rese a noi soggette;
siete serve ma regnate
nella vostra servitù.
Forti noi, voi belle siete;
e vincete in ogni impresa,
quando vengono a contesa
la bellezza e la virtù. ____________________________________________________
ARISTEA
È troppo spietato
il barbaro fato;
mi cruccia, m'affanna
la sorte tiranna,
e dentro il mio petto
più pace non v'è.
Se vedi l'amante
pietoso il tuo core
dell'alma costante
palesi il dolore
e sappia che eterna
gli serbo la fè. ____________________________________________________
ARGENE
Più non si trovano
fra mille amanti
sol due bell'anime
che sian costanti;
e tutti parlano
di fedeltà.
E il reo costume
tanto s'avanza
che la costanza
di chi ben ama
ormai si chiama
semplicità.
____________________________________________________
LICIDA
Mentre dormi amor fomenti
il piacer de' sonni tuoi
con l'idea del mio piacer.
Abbia il rio passi più lenti;
e sospenda i moti suoi
ogni zeffiro leggier. ____________________________________________________
MEGACLE, ARISTEA
MEGACLE
Ne' giorni tuoi felici
ricordati di me.
ARISTEA
Perché così mi dici,
anima mia perché?
MEGACLE
Taci bell'idol mio.
ARISTEA
Parla mio dolce amor.
MEGACLE
Ah! che parlando.
ARISTEA
Oh Dio!
Ah! che tacendo
MEGACLE, ARISTEA A DUE
Tu mi trafiggi il cor.
ARISTEA
(Veggio languir chi adoro
né intendo il suo languir!)
MEGACLE
(Di gelosia mi moro
e non lo posso dir!)
A DUE
Chi mai provò di questo
affanno più funesto,
più barbaro dolor? ____________________________________________________
ACT II
ARISTEA
Sta piangendo la Tortorella
sinché vedova, e smarrita;
ma se trova il suo diletto
entro il nido, o nei boschetto
dolce canta, e si consola.
Ma per me, che non v'è speme
vider sempre dovrò in pene
sventurata, afflitta, e sola. ____________________________________________________
AMINTA
Siam navi all'onde algenti
lasciate in abbandono;
impetuosi venti
i nostri affetti sono;
ogni diletto è scoglio;
tutta la vita è mar.
Ben qual nocchiero in noi
veglia ragion; ma poi
pur dall'ondoso orgoglio
si lascia trasportar. ____________________________________________________
CLISTENE
Qual serpe tortuosa
s'avvolge al tronco, e il stringe,
così lega, e recinge
amore, i nostri cor.
Ma quanto è dolce cosa
esserne avvinto, e stretto.
Non sa, che sia diletto
chi non intende Amor. ____________________________________________________
MEGACLE
Se cerca, se dice:
" L'amico dov'è? "
" L'amico infelice "
rispondi " morì ".
Ah no sì gran duolo
non darle per me.
Rispondi ma solo:
" Piangendo partì ".
Che abisso di pene!
Lasciare il suo bene!
Lasciarlo per sempre!
Lasciarlo così! ____________________________________________________
LICIDA
Gemo in un punto e fremo;
fosco mi sembra il giorno;
ho cento larve intorno;
ho mille furie in sen.
Con la sanguigna face
m'arde Megera il petto;
m'empie ogni vena Aletto
del freddo suo velen. ____________________________________________________
ACT III
ALCANDRO
Sciagurato in braccio a morte
l'aspra sorte
già lo guida, e fa pietà
dell'amico il caro nome
negli'estremi suoi momenti
sulla labbra sempre egl'à. ____________________________________________________
ARISTEA
Caro son tua così
che, per virtù d'amor,
i moti del tuo cor
risento anch'io.
Mi dolgo al tuo dolor;
gioisco al tuo gioir;
ed ogni tuo desir
diventa il mio. ____________________________________________________
MEGACLE
Lo seguitai felice
quand'era il ciel sereno;
alle tempeste in seno
voglio seguirlo ancor.
Come dell'oro il fuoco
scuopre le masse impure,
scuoprono le sventure
de' falsi amici il cuor. ____________________________________________________
AMINTA
Son qual per mare ignoto
naufrago passaggiero,
già con la morte a nuoto
ridotto a contrastar.
Ora un sostegno ed ora
perde una stella; alfine
perde la speme ancora
e s'abbandona al mar. ____________________________________________________
CLISTENE
Non so donde viene
quel tenero affetto,
quel moto che ignoto
mi nasce nel petto,
quel giel che le vene
scorrendo mi va.
Nel seno a destarmi
sì fieri contrasti
non parmi che basti
la sola pietà. ____________________________________________________
CORO DI SACERDOTI E POPOLO
Viva il figlio delinquente
perché in lui non sia punito
l'innocente genitor.
Né funesti il dì presente
né disturbi il sacro rito
un'idea di tanto orror. ____________________________________________________ End of Opera