Aria texts for Vivaldi: Ottone in Villa
Vivaldi: Ottone in Villa
Librettist: Domenico Lalli
PERSONAGGI
Ottone, Emperor of Rome;
Cleonilla, Ottone's courtesan and favourite
Caio, Courtier, lover of Cleonilla, formerly betrothed to Tullia
Tullia, Noble lady, formerly betrothed to Caio, disguised as the page Ostilio
Decio, Counsellor to Ottone
Aria texts ____________________________________________________ ACT I
CLEONILLA
Quanto m'alletta
la fresca erbetta,
quanto a me piace
quel vago fior.
L'un con l'odore
m'inspira amore,
l'altra col verde
empie di speme
l'amante cor. ____________________________________________________
CLEONILLA
Sole degli occhi miei,
l'idolo mio tu sei,
e il tuo bel volto amabile
tutt'è scolpito in me.
Quel fulgido splendore,
che in sen m'accende il core,
è tanto sì adorabile
ch'io vivo sol per te. ____________________________________________________
CLEONILLA
Caro bene,
se vuoi togliermi di pene,
mostra, almen, più amore in te.
Sai che l'alma
sol trovar può la sua calma
nel candor de la tua fé. ____________________________________________________
OTTONE
Par tormento ed è piacer
Il veder l'amato oggetto
Nel sospetto e nel timor.
È piacer perché si vede
quanto amante è in lei la fede,
quanto fido è in lei l'amor. ____________________________________________________
CAIO
Chi seguir vuol la costanza,
o non cerca il suo contento,
o tradisce il suo piacer.
Non è fé, ma sciocca usanza,
l'adorar solo un oggetto,
perché amar si fa tormento
se non varia il suo goder. ____________________________________________________
TULLIA/OSTILIO
Con l'amor di donna amante
il mio core e l'alma mia
arti e vezzi usar saprà.
E nel sen de l'incostante,
col martir di gelosia,
punirò l'infedeltà. ____________________________________________________
OTTONE
Frema pur, si lagni Roma
Se non vede il suo regnante,
che il mio ben seguir io vò.
Di quei rai l'augusta chioma
fregia sol Cesare amante,
né giammai d'altro curó. ____________________________________________________
DECIO
Il tuo pensiero è lusinghiero
se ti fa credere quel che non è.
L'alto splendore del puro onore
non si riacquista se t'ama un re. ____________________________________________________
CLEONILLA
Che fé,
che amor
per te
nel cor,
sempre costante
amante,
riserberò.
Non dubitar
che amar
sempre ti voglio sì,
e se mi ferì
quel vivo cinabro
del tuo labro
ancor l'adorerò. ____________________________________________________
TULLIA/OSTILIO
Sì, sì, degg'io partir,
no, non ti posso dir,
né ti vò dir perché.
Allor t'ascolterò
quando veder potrò
quel ch'or non veggo in te. ____________________________________________________
CAIO
Gelosia,
tu già rendi l'alma mia
dell'inferno assai peggior.
Ma se pria
la vendetta io non farò,
non m'uccidere, no, no,
mio crudele aspro dolor. ____________________________________________________
ACT II
OTTONE
Come l'onda,
con voragine orrenda
agitata da venti e procelle,
fremendo,
stridendo,
là nel seno del mar sen va.
Così il core
assalito da fiero timore,
turbato,
agitato,
sospira,
s'aggira,
e geloso,
ritrovar più riposo non sa. ____________________________________________________
DECIO
Che giova il trono al Re
se poi non trova fé
ne' suoi vassalli?
Ch'un trionfante allor
perde il suo gran splendor
per l'altrui falli. ____________________________________________________
CAIO
L'ombre, l'aure, e ancora il rio
eco fanno al dolor mio;
se questi solo, oh Dio, qui son presenti. ____________________________________________________
CAIO
Su gli occhi del tuo ben
ti svellerò dal sen
l'alma infedele.
Sarà del mio rigor
effetto de l'amor
l'esser crudele. ____________________________________________________
TULLIA/OSTILIO
Due tiranni ho nel mio core,
l'uno è Sdegno e l'altro è Amor.
L'un m'invita a la vendetta,
l'altro poi mi dice aspetta. ____________________________________________________
CAIO
Leggi almeno, tiranna infedele,
in un foglio rigato col pianto
la mia fede e la tua crudeltà.
E se ancor mi sarai pur crudele,
di costanza in me resti il gran vanto,
e lo scorno in te sol d'empietà. ____________________________________________________
CLEONILLA
Tu vedrai s'io ti mancai,
s'io per te son infidel.
E dirai con tuo rossore
che sei tu l'ingannatore
io l'amante, io la fedel. ____________________________________________________
CLEONILLA
Povera Fedeltà,
che giova al tuo candor,
se un fiero traditor
più non ti crede?
Vanne piagendo va',
e chi saper vorrà
qual premio a te si dà,
digli che pianto e scorno
è tua mercede. ____________________________________________________
DECIO
Ben talor favella il Cielo
con il cor d'un buon vassallo,
a favor d'un alto re.
Ma, per opra de l'inferno
spesso frode appare il zelo
e si sprezza una gran fé. ____________________________________________________
OTTONE
Compatisco il tuo fiero tormento
e ne sento dolore e pietà.
Il mio core che sa che sia amore
Sempre teco clemenza userà. ____________________________________________________
CAIO
Io sembro appunto
quell'augelletto
che al fin scampò
da quella rete
qui ritrovò
nascosa tra le fronde.
Che se ben sciolto
solo soletto
volando va;
pur timido non sa
dove rivolga il piè,
se del passato rischio
ei si confonde. ____________________________________________________
TULLIA/OSTILIO
Misero spirto mio
spirami sol vendetta,
più non parlar d'amor, no!
Ma come posso, oh Dio,
spuntar la mia saetta,
s'adoro il traditor. ____________________________________________________
ACT III
OTTONE
Tutto sprezzo, e Trono e Impero
pur ch'io provi il ben contento
di goder sol del mio ben.
Tu, che intendi il mio pensiero,
non cercar, con vil tormento,
di turbare il mio seren. ____________________________________________________
DECIO
L'esser amante
colpa non è,
ma in un regnante
si fa difetto,
si fa viltà.
Che un regio core
tal più non è,
se d'empio Amore
servio si fa. ____________________________________________________
CLEONILLA
No, per te non ho più amor,
ti basti sol così.
Piangi nel tuo dolor,
che la pietà dal cor
per te sparì. ____________________________________________________
CAIO
Guardami in questi occhi e senti
ciò che ti dice il labro,
ciò che ti parla amor.
Sol guarda i miei tormenti
e poi, con un sospir,
consola il mio dolor. ____________________________________________________
TULLIA/OSTILIO
Che bel contento io sento
or che il tuo braccio
con dolce laccio,
me stringe al seno,
mio dolce amore.
(Tu prendi errore).
Non così lieta,
la navicella,
da ria procella,
scampando al fine,
per suo conforto,
giunge nel porto
senza timor.
Come il mio cor,
nel tuo bel petto
or ch'è ristretto,
gioisce e brilla,
d'amor sfavilla,
né prova affanni.
(Quanto t'inganni). ____________________________________________________
CORO: CAIO ET TUTTI
Grande è il contento
che prova un core,
se dal tormento
nasce il piacer.
Dopo il furore
di ria procella,
sembra più bella
la calma al nocchier. ____________________________________________________ End of Opera
Ottone, Emperor of Rome;
Cleonilla, Ottone's courtesan and favourite
Caio, Courtier, lover of Cleonilla, formerly betrothed to Tullia
Tullia, Noble lady, formerly betrothed to Caio, disguised as the page Ostilio
Decio, Counsellor to Ottone
Aria texts ____________________________________________________ ACT I
CLEONILLA
Quanto m'alletta
la fresca erbetta,
quanto a me piace
quel vago fior.
L'un con l'odore
m'inspira amore,
l'altra col verde
empie di speme
l'amante cor. ____________________________________________________
CLEONILLA
Sole degli occhi miei,
l'idolo mio tu sei,
e il tuo bel volto amabile
tutt'è scolpito in me.
Quel fulgido splendore,
che in sen m'accende il core,
è tanto sì adorabile
ch'io vivo sol per te. ____________________________________________________
CLEONILLA
Caro bene,
se vuoi togliermi di pene,
mostra, almen, più amore in te.
Sai che l'alma
sol trovar può la sua calma
nel candor de la tua fé. ____________________________________________________
OTTONE
Par tormento ed è piacer
Il veder l'amato oggetto
Nel sospetto e nel timor.
È piacer perché si vede
quanto amante è in lei la fede,
quanto fido è in lei l'amor. ____________________________________________________
CAIO
Chi seguir vuol la costanza,
o non cerca il suo contento,
o tradisce il suo piacer.
Non è fé, ma sciocca usanza,
l'adorar solo un oggetto,
perché amar si fa tormento
se non varia il suo goder. ____________________________________________________
TULLIA/OSTILIO
Con l'amor di donna amante
il mio core e l'alma mia
arti e vezzi usar saprà.
E nel sen de l'incostante,
col martir di gelosia,
punirò l'infedeltà. ____________________________________________________
OTTONE
Frema pur, si lagni Roma
Se non vede il suo regnante,
che il mio ben seguir io vò.
Di quei rai l'augusta chioma
fregia sol Cesare amante,
né giammai d'altro curó. ____________________________________________________
DECIO
Il tuo pensiero è lusinghiero
se ti fa credere quel che non è.
L'alto splendore del puro onore
non si riacquista se t'ama un re. ____________________________________________________
CLEONILLA
Che fé,
che amor
per te
nel cor,
sempre costante
amante,
riserberò.
Non dubitar
che amar
sempre ti voglio sì,
e se mi ferì
quel vivo cinabro
del tuo labro
ancor l'adorerò. ____________________________________________________
TULLIA/OSTILIO
Sì, sì, degg'io partir,
no, non ti posso dir,
né ti vò dir perché.
Allor t'ascolterò
quando veder potrò
quel ch'or non veggo in te. ____________________________________________________
CAIO
Gelosia,
tu già rendi l'alma mia
dell'inferno assai peggior.
Ma se pria
la vendetta io non farò,
non m'uccidere, no, no,
mio crudele aspro dolor. ____________________________________________________
ACT II
OTTONE
Come l'onda,
con voragine orrenda
agitata da venti e procelle,
fremendo,
stridendo,
là nel seno del mar sen va.
Così il core
assalito da fiero timore,
turbato,
agitato,
sospira,
s'aggira,
e geloso,
ritrovar più riposo non sa. ____________________________________________________
DECIO
Che giova il trono al Re
se poi non trova fé
ne' suoi vassalli?
Ch'un trionfante allor
perde il suo gran splendor
per l'altrui falli. ____________________________________________________
CAIO
L'ombre, l'aure, e ancora il rio
eco fanno al dolor mio;
se questi solo, oh Dio, qui son presenti. ____________________________________________________
CAIO
Su gli occhi del tuo ben
ti svellerò dal sen
l'alma infedele.
Sarà del mio rigor
effetto de l'amor
l'esser crudele. ____________________________________________________
TULLIA/OSTILIO
Due tiranni ho nel mio core,
l'uno è Sdegno e l'altro è Amor.
L'un m'invita a la vendetta,
l'altro poi mi dice aspetta. ____________________________________________________
CAIO
Leggi almeno, tiranna infedele,
in un foglio rigato col pianto
la mia fede e la tua crudeltà.
E se ancor mi sarai pur crudele,
di costanza in me resti il gran vanto,
e lo scorno in te sol d'empietà. ____________________________________________________
CLEONILLA
Tu vedrai s'io ti mancai,
s'io per te son infidel.
E dirai con tuo rossore
che sei tu l'ingannatore
io l'amante, io la fedel. ____________________________________________________
CLEONILLA
Povera Fedeltà,
che giova al tuo candor,
se un fiero traditor
più non ti crede?
Vanne piagendo va',
e chi saper vorrà
qual premio a te si dà,
digli che pianto e scorno
è tua mercede. ____________________________________________________
DECIO
Ben talor favella il Cielo
con il cor d'un buon vassallo,
a favor d'un alto re.
Ma, per opra de l'inferno
spesso frode appare il zelo
e si sprezza una gran fé. ____________________________________________________
OTTONE
Compatisco il tuo fiero tormento
e ne sento dolore e pietà.
Il mio core che sa che sia amore
Sempre teco clemenza userà. ____________________________________________________
CAIO
Io sembro appunto
quell'augelletto
che al fin scampò
da quella rete
qui ritrovò
nascosa tra le fronde.
Che se ben sciolto
solo soletto
volando va;
pur timido non sa
dove rivolga il piè,
se del passato rischio
ei si confonde. ____________________________________________________
TULLIA/OSTILIO
Misero spirto mio
spirami sol vendetta,
più non parlar d'amor, no!
Ma come posso, oh Dio,
spuntar la mia saetta,
s'adoro il traditor. ____________________________________________________
ACT III
OTTONE
Tutto sprezzo, e Trono e Impero
pur ch'io provi il ben contento
di goder sol del mio ben.
Tu, che intendi il mio pensiero,
non cercar, con vil tormento,
di turbare il mio seren. ____________________________________________________
DECIO
L'esser amante
colpa non è,
ma in un regnante
si fa difetto,
si fa viltà.
Che un regio core
tal più non è,
se d'empio Amore
servio si fa. ____________________________________________________
CLEONILLA
No, per te non ho più amor,
ti basti sol così.
Piangi nel tuo dolor,
che la pietà dal cor
per te sparì. ____________________________________________________
CAIO
Guardami in questi occhi e senti
ciò che ti dice il labro,
ciò che ti parla amor.
Sol guarda i miei tormenti
e poi, con un sospir,
consola il mio dolor. ____________________________________________________
TULLIA/OSTILIO
Che bel contento io sento
or che il tuo braccio
con dolce laccio,
me stringe al seno,
mio dolce amore.
(Tu prendi errore).
Non così lieta,
la navicella,
da ria procella,
scampando al fine,
per suo conforto,
giunge nel porto
senza timor.
Come il mio cor,
nel tuo bel petto
or ch'è ristretto,
gioisce e brilla,
d'amor sfavilla,
né prova affanni.
(Quanto t'inganni). ____________________________________________________
CORO: CAIO ET TUTTI
Grande è il contento
che prova un core,
se dal tormento
nasce il piacer.
Dopo il furore
di ria procella,
sembra più bella
la calma al nocchier. ____________________________________________________ End of Opera